Mu


Due sopracciglia in disordine
una piccola cicatrice d'infanzia.

La linea dell'orizzonte sulla sabbia
e quattro gocce di tè verde.

Così si scrive il vuoto su carta.

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sabato 18 settembre 2010

Quando il sole è giunto sotto il ponte




Quando il sole è giunto sotto al ponte
un vento di biglie si tuffa
tra vetri soffiati e pendagli
bambù di bazar.

Subito non c’è più nessuno da questa
parte della riva,
fermato appena il tempo di capire
in che verso scorre il fiume.

E il signore con la bicicletta sulle spalle
ha finito di scendere le scale
regola indietro le lancette sui pedali
scavalca la canna sale in sella
e riparte sulla sera di aprile.

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martedì 9 febbraio 2010

Restava di passaggio la notte


Restava di passaggio la notte
nessuno sentiva come voci
il proprio nome sul vetro un bussare
ripido di noci.

La finestra riteneva sulle mura
il buio dilatarsi delle tende,
io studiavo la lunga
sfilacciatura della gente:

_________________Ciascuno
In Testa
______________________Alla
_______________Propria
_________________________________Distanza.

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sabato 23 agosto 2008

Passaggi


Se lasciassimo un mattino le deserte vie
al paziente lavorio del silenzio
si inerpicherebbero presto fitte ragnatele
concentriche sotto gli archi di pietra
ognuna al tremulo chiarore specchiante
un passaggio socchiuso di questa città.

Ma noi vi passeremmo comunque attraverso
portandoci addosso invisibili
sfaceli di fragilità
che non abbiamo saputo riconoscere.

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venerdì 8 febbraio 2008

Heidelberg: am Neckar


Solo tu sapevi suggerire
quella stretta misura di ponte
che il mare invece trabocca
all'orizzonte di tramonti inestinguibili
e più dei celesti specchi scorniciati
figuravi di strade panchine mansarde
e berretti girati all'ingiù
tra i lievi gradini di corrente
- un velo che l'acqua un poco sgualciva -
e non cercavi di essere profondo.

Tra queste tue sponde
tra i piloni dettati dal ponte
scendevano insieme relitti e parole mie.

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martedì 5 febbraio 2008

Per chi rimangono accese le luci



Allora guardavamo alle luci
tenui dei balconi come a spilli
che bucavano il buio mattone
della notte a brevi tratti accennando
un cielo più alto di pastelli.

E scendendo per strada non dava cura
un gradino a venire più scuro degli altri:
accettavamo con cuore di foglia
la possibilità di venire incontrati.

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