Mu


Due sopracciglia in disordine
una piccola cicatrice d'infanzia.

La linea dell'orizzonte sulla sabbia
e quattro gocce di tè verde.

Così si scrive il vuoto su carta.

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venerdì 22 ottobre 2010

Autunno [V]





Colline in autunno,
a valle un filare
di sempreverdi.




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sabato 18 settembre 2010

Quando il sole è giunto sotto il ponte




Quando il sole è giunto sotto al ponte
un vento di biglie si tuffa
tra vetri soffiati e pendagli
bambù di bazar.

Subito non c’è più nessuno da questa
parte della riva,
fermato appena il tempo di capire
in che verso scorre il fiume.

E il signore con la bicicletta sulle spalle
ha finito di scendere le scale
regola indietro le lancette sui pedali
scavalca la canna sale in sella
e riparte sulla sera di aprile.

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sabato 4 settembre 2010

Il problema




Da tempo il problema non è più
un problema. Il problema ora è
la soluzione. O la soluzione
del problema creato dalla soluzione
del problema precedente a questo.

Se la soluzione al problema
della soluzione è il prossimo
problema, allora il problema
della soluzione precedente non era
un problema. Come potrebbe dunque
essere ancora un problema?

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lunedì 5 luglio 2010

Scarabei sulla tua fica




Scarabei sulla tua fica
agitano gracili zampette
prive di risposta nell’aria
zuppa d’estate.

Egon Schiele, Ragazza coi capelli neri (1911)

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venerdì 30 aprile 2010

Primavera [VIII]




Occhi di Buddha:
si dischiudono ali
di coccinella.

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martedì 30 marzo 2010

Baciarti sui denti

 


Baciarti sui denti
mentre ridi
sorpresa d’osso
di albicocca.

Le foglie seghettate
sui rami le tue tette
scrollate dalle risa.

Nudi ossicini
rosi dalle rughe
rosa della lingua,
imbucarteli uno dopo l’altro
su per la noce
pesca del culo
come tu ora vieni a piantarli
nel pugno della mia mano.


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martedì 16 marzo 2010

Fuori stagione [IX]


La porta di casa mia
dà sulla strada
di tutto il mondo.

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mercoledì 6 gennaio 2010

f minuscola


f minuscola rallenta
la corrente tra due barche che l
minuscola raffretta.


Man Ray, Le violon d'Ingres (1924)

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giovedì 12 novembre 2009

Io e mia madre (di Shinkichi Takahashi)





Mentre le barche attendono nel porto
il tramonto matura
la foresta di Hakone.
Gli uomini cadono come gocce di pioggia.

Io sto appollaiato
su una sedia, apro l'ombrello.
Esplosione di nuvole. Sorridendo, mia madre
si alza a sedere nella sua bara. Secoli fa.

Domani Colombo raggiungerà
(sbaglio?)
il Venezuela, questa mano
sarà usata per abbracciare o uccidere - basta
un nulla.
Sotto la vela bianca, l'universo.


(traduzione dall'inglese di Adriana Ziffer Gallo, Newton Compton 2008)

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mercoledì 28 ottobre 2009

Fuori stagione [VIII]





La lava del monte
travolge tutto ciò che ha pensato:
Resisterò.

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sabato 10 ottobre 2009

La settimana del ciclista zen: Sabato




Oggi non sembrava correre ma
scorrere tra le sponde dei marciapiedi
saltando o facendo saltare
gli specchietti diritti delle auto
comunque senza sfiorarli.
Schiaffeggiava ondulante
i venti parabrezza in sottovuoto

Destra:_____________Sciaff:
Sciaff!_____________Sinistra!

Con una pagaia di bambù.

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martedì 22 settembre 2009

Autunno [IV]



Sorsi di caffè
il posacenere si riempie
di foglie secche.

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martedì 1 settembre 2009

Estate [VII]





Trecento metri più su
il bosco ha spento il fischio
della città.

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venerdì 24 luglio 2009

La settimana del ciclista zen: Venerdì





Oggi non c’era.
C’era però la sua bici
per quante catene l’attaccassero a un palo
l’ho vista tagliare l’intasatissimo svincolo di via Gordio.
Per i mezzi privi di conducente
il semaforo era ancora rosso.

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giovedì 9 luglio 2009

La settimana del ciclista zen: Giovedì


Oggi pedalava su di un filo
con un asta stretta perpendicolare
in mezzo a denti di maiolica.
È rimasta una fitta ragnatela
tra un palazzo e l’altro
buona per la biancheria.

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mercoledì 17 giugno 2009

La settimana del ciclista zen: Mercoledì




Oggi doveva essere di fretta,
sedeva sul sellino
in posizione del loto
a testa in giù pedalando
di braccia.

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martedì 9 giugno 2009

La settimana del ciclista zen: Martedì




L’ho rivisto ancora.
Fischiettava dal cinto in su
la mudra nascosta sotto la giacca
ma tutti lo avevano visto
«collina che pedala ad occhi chiusi
svettando».

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lunedì 1 giugno 2009

La settimana del ciclista zen: Lunedì





L’ho visto ritto sulle mani in tasca
sembrava pronto a trarne fuori:
una tazza di tè verde
un fiore bagnato di loto
una mano sola e il dito in su.
Correva liscio dentro
le intercapedini delle automobili
bloccate in via della Libertà.

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lunedì 4 maggio 2009

Hagakure 1, 2 e 11, 133 (di Yamamoto Tsunetomo)



Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.
Ogni giorno, con il corpo e con la mente rilassati dovreste contemplare mentalmente queste scene: di venire squarciati dalle frecce, dai colpi di fucile, da lance e spade; di venire trascinati dalle onde impetuose o gettati in mezzo a un fuoco divampante; di essere dilaniati dal fulmine e di venire travolti da un tremendo terremoto; di cadere da un precipizio altissimo; di morire di malattia o di fare seppuku («sventramento» n.d.b.) in seguito alla morte del signore. Ogni giorno, senza permettervi la minima trascuratezza o negligenza dovreste considerarvi morti. Un detto degli antichi dice: «Appena esci di casa, annoverati tra i morti; appena dietro al portone, avverti la presenza del nemico». In certi casi, non è questione di attenzione o di cautela. È che, piuttosto, dovreste considerarvi morti già prima del tempo.



(traduzione di Leonardo Vittorio Arena, Rizzoli 2003)

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martedì 24 marzo 2009

Katalin Szabó: Disegni per apocrifia zen



Gradita sorpresa per gli occhi, da oggi trovate sulla side-bar una slideshow dei disegni che Katalin Szabó ha realizzato per il progetto «apocrifia zen».
L'artista ungherese, che ha già disegnato la copertina della mia prima raccolta e altri disegni che ho di tanto in tanto postato sul blog, ha infatti deciso di unirsi al progetto, agggiungendo i suoi lavori alla musica di Giuseppe Rizzo, già da qualche tempo inserita sul player del blog, e ai miei testi, arricchendo così il carattere multimediale dell'opera.
Si tratta di disegni a china, a volte molto vicini ai testi a volte meno, ma sempre legati da un filo comune, riflesso di un'intesa che ci lega tutti e tre, e che ci permette di trarre idee e stimoli ognuno dal lavoro dell'altro.

P.S.: Per godere al meglio dei disegni (purtroppo in risoluzione non eccezionale) consiglio di impostarne la visione a tutto schermo (opzione in basso a destra)!


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